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DayBreakHotels lancia marketplace per i servizi d’hotel da usare di giorno 

DayBreakHotels lancia marketplace per i servizi d’hotel da usare di giorno

DayBreakHotels ha lanciato un marketplace dove gli utenti possono adesso scegliere e prenotare in pochi click, presso una delle 8.000 strutture affiliate in 16 paesi, spa, piscine, ristoranti, sale meeting, rooftop e camere in day use, singolarmente o in pacchetti, senza prenotare la notte.

“Quando siamo nati, tredici anni fa, l’hotel era, nell’immaginario comune, un edificio con delle camere dedicato esclusivamente ai turisti, quasi uno spazio extraterritoriale nelle nostre città”, spiega Simon Botto, founder e ceo di daybreakhotels.com. “Oggi, anche grazie a noi, non è più così: le persone  vedono gli alberghi come luoghi flessibili, ecco perché abbiamo voluto rendere facilmente prenotabile tutto quello che un hotel ha da offrire, anche e specialmente a chi vive nella stessa città”.

La piattaforma raccoglie in un unico luogo le offerte della città, permette di filtrare gli hotel in base alle esigenze dell’utente e di comporre la giornata in pochi click — anche all’ultimo minuto, scegliendo l’hotel sotto casa o a pochi minuti dall’ufficio, senza la necessità di lunghi spostamenti, né di complesse organizzazioni.

Le prenotazioni garantiscono la cancellazione gratuita nella maggior parte dei casi, nessun pagamento anticipato e tariffe per camera in day use con una riduzione del prezzo fino al 75% rispetto al costo di una notte. Per accedere al servizio o al pacchetto di esperienze prenotate sarà sufficiente mostrare in reception la conferma della piattaforma.

Il cliente day-use è un utente che, nella maggior parte dei casi, vive nella stessa città in cui ha sede l’albergo, si tratta di un cliente locale che ha la possibilità di tornare più volte nello stesso hotel e per occasioni diverse, sia leisure che business. Questo non accade invece con il turista tradizionale, una tipologia di clientela che, secondo i dati di Federalberghi, soggiorna in media 3,2 notti in un albergo e raramente torna nello stesso hotel nell’arco dello stesso anno. Un cambio di prospettiva che si riflette direttamente sul lifetime value, cioè il profitto generato da un singolo utente che per un “cliente locale” è decisamente superiore a quello del viaggiatore occasionale.

Secondo i dati della società, nel mondo una stanza d’albergo su tre resta vuota ogni notte, in Italia l’occupazione media degli hotel è al 55%, per un totale di 2,5 miliardi di camere invendute ogni anno e circa 150 miliardi di euro di ricavi persi. A questo si aggiunge il sottoutilizzo dei servizi, spa, ristoranti, sale meeting, piscine, palestre, il cui tasso di occupazione oscilla tra il 30% e il 50%, pari ad altri 140 miliardi di asset inutilizzati.

“È l’inventario ‘invisibile’ dell’hotel”, sottolinea Botto. “Spazi che esistono, hanno costi fissi, hanno qualità elevata, ma non sono né offerti come prodotto autonomo né comunicati o resi prenotabili, se non ai clienti notturni della struttura. Sono servizi diurni offerti a clienti notturni: basta riflettere un attimo per capire che non ha senso e che va adottata una diversa strategia di vendita per questi servizi.”

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