Il settore delle costruzioni sta attraversando una fase di profonda trasformazione strutturale, sospinto dalla necessità di superare un’atavica stagnazione della produttività e dalla pressione di normative europee sempre più stringenti. In questo scenario, Teha Group (The European House Ambrosetti) ha annunciato a Milano, in occasione del Forum della Community Smart Building, l’avvio del ConTech Hub.
L’iniziativa segna un passaggio strategico fondamentale: l’evoluzione da un focus centrato sul singolo edificio intelligente a un presidio di analisi e indirizzo sull’intera filiera della tecnologia applicata alle costruzioni.
La crisi della produttività nel settore costruzioni
I dati elaborati dal Think tank evidenziano un paradosso economico: sebbene l’edilizia rappresenti il secondo comparto industriale dell’Unione Europea, con 27 milioni di occupati e il 12% del valore generato, è l’unico grande settore a non aver ancora recuperato i livelli produttivi pre-Covid. Tra il 2015 e il 2023, il fatturato del comparto in UE è passato da 1,33 a 2,31 trilioni di euro, segnando un incremento del 73,7%, ma il rapporto tra valore aggiunto e fatturato è rimasto bloccato intorno al 30%.
Dinamica speculare in Italia
Nonostante la crescita dei volumi sostenuta dal ciclo Superbonus-Pnrr, che ha portato il Pil settoriale a un aumento del 51,5% tra il 2016 e il 2024, la produttività è cresciuta solo del 20,9%, flettendo sensibilmente nell’ultimo anno. Questo scollamento segnala che l’espansione recente è stata trainata da incentivi fiscali piuttosto che da miglioramenti strutturali dei processi o da innovazioni tecnologiche durature.
Dal prodotto al processo: il paradigma del ConTech Hub
La svolta di Teha risiede nella convinzione che lo Smart Building debba essere integrato in un ecosistema industriale più ampio. Il ConTech Hub si focalizza su tre direttrici strategiche: industrializzazione della filiera, performance energetica orientata alla neutralità carbonica e gestione del rischio attraverso la compliance normativa.
Jacopo Palermo, associate partner e responsabile dell’area Real estate & construction di Teha Group, ha tracciato le linee di questa visione: “Il settore delle costruzioni sta attraversando un periodo di trasformazione strutturale che necessita un cambio di passo importante per superare una produttività stagnante, filiere ancora frammentate e pressioni normative sempre più stringenti. Sarà quindi fondamentale intervenire nel settore per colmare i ritardi accumulati rispetto agli altri comparti e indirizzare strategicamente investimenti pubblici ed obblighi normativi, al fine di generare valore nei territori e rafforzare la competitività del nostro Paese. In questo scenario, lo Smart Building non rappresenta più soltanto una frontiera tecnologica o un ambito specialistico di innovazione, ma una necessità strategica: un nuovo paradigma per progettare, realizzare, riqualificare e gestire gli edifici lungo l’intero ciclo di vita”.
Tecnologie e mercati: la frontiera del Bim e della robotica
L’inefficienza gestionale è uno dei principali drenaggi di capitale. Il 90% dei dati prodotti in cantiere rimane non strutturato, alimentando costi per rilavorazioni e ritardi che, a livello globale, pesano per 1,85 trilioni di dollari annui. In questo contesto, il mercato del BIM (Building Information Modeling) è destinato a una crescita verticale, con proiezioni che passano dai 7,5 miliardi di dollari del 2023 a oltre 29 miliardi entro il 2034.
Parallelamente, la carenza di manodopera qualificata sta rendendo l’automazione una scelta obbligata. Gli investimenti in robotica avanzata e visione artificiale per il cantiere hanno registrato un balzo del 125% nel 2025, raggiungendo 1,36 miliardi di dollari di finanziamenti da venture capital nei primi nove mesi dell’anno. L’introduzione di droni e robot per l’assemblaggio, unita all’intelligenza artificiale per il coordinamento dei workflow, potrebbe generare un valore globale annuo tra i 430 e i 550 miliardi di dollari.
Sostenibilità e finanza: il rischio del brown discount
Sul fronte regolatorio, la direttiva Epbd (Energy Performance Building Directive) impone una tabella di marcia serrata verso la decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050. Il mercato immobiliare sta già reagendo con una polarizzazione dei valori: gli asset in classe A e B hanno visto raddoppiare il loro premium price tra il 2018 e il 2023, mentre gli edifici meno efficienti rischiano il fenomeno dello stranding e una severa svalutazione, definita brown discount.
In Italia, il Conto Termico 3.0, con una dotazione di 900 milioni di euro annui, si configura come la leva principale per accelerare la riqualificazione energetica. La piena valorizzazione di questi incentivi potrebbe attivare 6 miliardi di euro di investimenti totali al 2030, riducendo i consumi finali del settore del 3,3%.
Obiettivi e advocacy dell’Hub
Il ConTech Hub non opererà solo come centro di intelligence, ma anche come piattaforma di advocacy. Attraverso workshop tematici, briefing trimestrali e un White Paper annuale, l’Hub intende favorire il dialogo tra sviluppatori, asset manager, istituzioni finanziarie e pubblica amministrazione. L’obiettivo finale è la creazione di uno standard di riferimento per la misurazione delle performance — come lo Smart Readiness Indicator (SRI) — che garantisca trasparenza e attrattività per i capitali privati.