Il 2025 conferma la crescita del real estate crowdfunding, ma evidenzia contemporaneamente l’ingresso del settore in una fase più matura e selettiva.
A livello mondiale il capitale cumulato raccolto raggiunge 58,8 miliardi di euro, in aumento di 4,5 miliardi, pari al +8,3% rispetto al 2024.
Gli Stati Uniti rimangono il principale mercato mondiale con 30,5 miliardi di euro, mentre l’Europa raggiunge 22,4 miliardi, registrando una crescita dell’11,4%. Il resto del mondo vale complessivamente 5,9 miliardi di euro, di cui 4,9 miliardi riconducibili all’area Asia-Pacifico.
La dinamica evidenzia un cambiamento strutturale: dopo una prima fase caratterizzata dalla rapida crescita dei volumi e dalla nascita di numerosi operatori, il mercato entra oggi in un periodo di consolidamento, nel quale assumono un peso crescente la solidità delle piattaforme, la gestione del rischio, la trasparenza e la sostenibilità dei modelli di business.
La fotografia è scattata da Walliance che, in occasione del Walliance Keynote presenterà la nuova edizione del Real estate crowdfunding report, progetto di ricerca della società sviluppato con Luiss Business School, dedicato all’analisi del mercato mondiale degli investimenti immobiliari online.
L’appuntamento del 2026 coincide con i 10 anni di attività di Walliance, nata nel 2016 con l’obiettivo di innovare e rendere più accessibile l’investimento immobiliare attraverso tecnologia e competenze finanziarie.
La ricerca analizza dimensioni, performance e trasformazioni del real estate crowdfunding in Italia e nei principali mercati internazionali, approfondendo anche temi sempre più centrali come qualità del credito, ritardi e default, sostenibilità economica delle piattaforme, intelligenza artificiale e nuovi modelli di investimento.
L’Italia supera per la prima volta un miliardo di euro
Anche l’Italia raggiunge un traguardo significativo. A fine 2025 il capitale cumulato raccolto dal real estate crowdfunding arriva a 1,03 miliardi di euro, con una crescita del 21,3% rispetto al 2024.
La raccolta realizzata nel corso dell’anno si attesta a circa 181,6 milioni di euro, rispetto ai 300 milioni del 2024, mentre il numero delle campagne finanziate aumenta significativamente, passando da 230 a 452.
Parallelamente aumenta la concentrazione del settore: le prime tre piattaforme italiane rappresentano circa il 51% del capitale cumulato, mentre le prime cinque raggiungono circa il 68%.
Secondo la ricerca, questi dati descrivono un comparto che non può più essere valutato esclusivamente sulla base della crescita della raccolta. Diventano centrali la qualità delle operazioni, la capacità di monitoraggio, i risultati effettivamente ottenuti dagli investitori e la trasparenza con cui vengono comunicati rischio, ritardi e default.
Walliance, dieci anni dopo: dal crowdfunding a un ecosistema più ampio per gli investimenti immobiliari
Il decimo anniversario coincide anche con una nuova fase nell’evoluzione di Walliance.
Tra attività di crowdfunding immobiliare e supporto ad operazioni attraverso advisory e club deal, Walliance ha raggiunto complessivamente oltre 225 milioni di euro di capitali intermediati e operazioni supportate.
Un percorso iniziato nel 2016 con il crowdfunding e che oggi si amplia verso modalità differenti di accesso all’investimento immobiliare.
Accanto all’attività regolamentata di crowdfunding, Walliance apre infatti definitivamente ai direct investments, tramite una nuova agency, in una nuova area dedicata all’acquisto diretto di appartamenti selezionati, anche già locati e quindi in grado di generare un reddito fin dal momento dell’acquisto.
Si tratta di un’attività distinta e complementare rispetto al crowdfunding: in questo caso l’investitore acquista direttamente la proprietà dell’immobile, mentre Walliance mette a disposizione opportunità selezionate e servizi a supporto dell’operazione. Lo sviluppo dei Direct Investments rientra nella più ampia strategia di diversificazione della società, in partnership con Joivy.
A questa linea si affiancherà a breve una nuova modalità di investimento dedicata agli immobili a reddito, sia residenziali sia commerciali, ampliando ulteriormente le possibilità di accesso al mercato immobiliare attraverso Walliance.
L’obiettivo è far evolvere progressivamente Walliance da piattaforma nata per il crowdfunding immobiliare a un ecosistema attraverso cui accedere a differenti forme di investimento nel real estate, mantenendo come elementi comuni selezione, tecnologia, trasparenza e competenza finanziaria e immobiliare.
Necessario rendere operativo il fondo di garanzia
Tra i temi analizzati dal report figura anche l’estensione del Fondo di garanzia per le Pmi alle operazioni di crowdfunding, prevista dal decreto interministeriale del 7 gennaio 2026.
La misura rappresenta potenzialmente un passaggio importante per il settore e prevede la possibilità di estendere la garanzia pubblica alle operazioni realizzate attraverso piattaforme di crowdfunding autorizzate, con coperture che possono arrivare fino all’80% per determinate tipologie di operazioni.
A oggi, tuttavia, il meccanismo non è ancora concretamente operativo per il mercato. Walliance sollecita quindi le istituzioni e i soggetti competenti a completare quanto prima gli adempimenti necessari per consentire alle piattaforme autorizzate e agli investitori di utilizzare effettivamente lo strumento.
Dichiara Giacomo Bertoldi, amministratore delegato di Walliance Group“Dieci anni fa Walliance nasceva con una convinzione: rendere l’investimento immobiliare più accessibile attraverso la tecnologia. Oggi il mercato è profondamente cambiato e anche noi siamo cambiati con lui. Il crowdfunding resta una componente fondamentale del nostro modello, ma non è più l’unica. Direct Investments, advisory, club deal e, a breve, gli investimenti in immobili a reddito ci permettono di costruire un’offerta molto più ampia.
Anche il Report nasce da questa visione. Non vogliamo limitarci a parlare del nostro mercato: vogliamo contribuire a misurarlo, renderlo più trasparente e comprenderne l’evoluzione. Dopo dieci anni, crediamo che la prossima fase del real estate investing sarà fatta meno di etichette e più della capacità di offrire agli investitori strumenti diversi per obiettivi diversi”.