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Yale: oltre metà degli italiani possiede un dispositivo di sicurezza smart in casa 

Yale: oltre metà degli italiani possiede un dispositivo di sicurezza smart in casa

Più della metà dei consumatori italiani ha acquistato un dispositivo di sicurezza smart a protezione della propria casa.

Lo studio è stata effettuato da Yale e analizza quali siano gli aspetti che fanno sentire maggiormente sicuri gli europei in casa, e gli eventuali comportamenti o misure irrazionali che adottano per garantirsi tale senso di sicurezza e comodità. Il sondaggio approfondisce inoltre cosa pensano i consumatori europei riguardo all’adozione di dispositivi smart per la casa.

Il 75% si sente sicuro in casa propria

Il sondaggio rivela che gli italiani in generale hanno un’idea della sicurezza della propria casa inferiore rispetto ad altri paesi europei. In media, l’89% dei partecipanti europei allo studio ha dichiarato di sentirsi al sicuro in casa propria, mentre l’Italia (75%) e la Turchia (79%) sono i paesi in cui questo sentimento era meno diffuso. L’Austria è il Paese con un senso di sicurezza più elevato, con il 96% delle risposte positive, seguita a ruota da Svizzera e Paesi Bassi che registravano con il 95%.

Per quanto riguarda le abitudini relative alla sicurezza, il 64% degli italiani ha ammesso di controllare varie volte se la porta di casa è chiusa a chiave prima di allontanarsi o andare a dormire, un atteggiamento peraltro condiviso e comune in tutti e 10 i paesi europei rispondenti allo studio. Altre procedure comuni mirate alla sicurezza comprendono chiudere le porte e finestre a chiave sia quando si è in casa che quando si esce, non aprire la porta a estranei o a visitatori inattesi, controllare dallo spioncino o dalla finestra prima di aprire la porta, e tenere oggetti di valore e informazioni personali al sicuro e lontano da occhi indiscreti

Alcuni fattori più concreti che contribuiscono a far sentire sicure le persone in casa propria comprendono lucchetti di alta qualità, una buona illuminazione all’ingresso, un sistema di allarme o di telecamere TVCC affidabile e la presenza di un cane da guardia. Anche la sicurezza del quartiere e le esperienze personali hanno un peso notevole sulle abitudini degli europei in fatto di protezione. Molti italiani hanno riferito di sentirsi più vulnerabili quando sanno che ci sono stati furti o altri crimini nella zona in cui vivono.

 L’uso dei dispositivi di sicurezza smart nel resto dell’Europa

In generale, secondo il sondaggio due quinti delle abitazioni adottano già tecnologia smart per la sicurezza di casa nei dieci pPaesi europei dove è stato effettuato lo studio, con in testa Turchia, Italia, Regno Unito e Spagna. I consumatori meno propensi al loro utilizzo sono gli svizzeri, con un 70% degli intervistati che ammette di non usare nessun dispositivo di sicurezza smart in casa. Dal sondaggio emerge che oltre la metà degli italiani ricorre a dispositivi dotati di tecnologia smart per la sicurezza domestica, e il 52% afferma di avere almeno un dispositivo di sicurezza smart.

Telecamere da interno e da esterno, TVCC e allarmi smart sono usati comunemente dai consumatori europei, tra cui gli italiani, che dichiarano di adottare anche citofoni e serrature smart. I consumatori italiani sono favorevoli ad acquistare un prodotto smart per la sicurezza, con il 55% che ammette di essere stato spinto all’acquisto di un dispositivo per avere un maggior senso di sicurezza nella propria abitazione. Altri elementi comuni nella scelta di un prodotto smart, tra i consumatori europei, sono la facilità di utilizzo o il desiderio di avere un modo più conveniente e facile di controllare la propria casa (38%), i suggerimenti dati da familiari ed amici (26%) e il desiderio di avere uno stile di vita tecnologicamente avanzato ed in linea con i trend del momento (26%).

I comportamenti irrazionali più diffusi

Alcuni dei comportamenti più irrazionali evidenziati dal sondaggio in merito alla sicurezza sono l’addestramento di un animale per proteggere la proprietà (ben il 21% degli italiani ammette di ricorrere a questo metodo), chiedere a un vicino di parcheggiare la macchina sul proprio vialetto, lasciare delle bottiglie dietro la porta d’ingresso che facciano rumore se entra un ospite indesiderato, lasciare la TV o delle luci accese come deterrente per eventuali intrusi mentre i residenti dormono o quando escono di casa. Le stesse persone hanno poi ammesso di sapere che questi deterrenti sono irrazionali e spesso non necessari, ma non possono fare a meno di ricorrere a questi stratagemmi costantemente.

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