Il divario tra il costo d’affitto di un appartamento in Europa e le aspettative di spesa dei locatari si riduce, ma rimane alto al 18,7%. È il risultato del Rent gap monitor di HousingAnywhere.
Si tratta di un divario tra le aspettative degli inquilini e la realtà ancora significativo, ma inferiore di quasi 3 punti percentuali rispetto a un anno fa.
La nuova ricerca di HousingAnywhere confronta il prezzo medio degli appartamenti (per lo più ammobiliati) presenti sulla piattaforma con la spesa massima media impostata dagli utenti in cerca di alloggio in affitto su HousingAnywhere.
L’indagine ha analizzato oltre 3,9 milioni di ricerche in 28 città in 12 paesi europei nei primi trimestri del 2024 e del 2023.
“La lieve diminuzione del divario dei prezzi degli affitti suggerisce che le aspettative degli inquilini sono più in linea con la realtà. Tuttavia, ciò non significa necessariamente un miglioramento dell’accessibilità economica degli alloggi. In effetti, l’ultimo Rent Index di HousingAnywhere mostra che i prezzi degli appartamenti sono ancora in aumento in molte città in tutta Europa”.
In media, gli inquilini cercano appartamenti a un prezzo inferiore di 248 euro rispetto al prezzo di mercato.
In termini relativi, tra le 28 città, Praga mostra la maggiore discrepanza tra le aspettative e il prezzo degli affitti, con un divario del 59,7%. Nella capitale ceca, gli inquilini hanno cercato appartamenti per un massimo di 1.002 euro, trovandoli invece a 1.600 euro medi. In termini assoluti, la differenza è di quasi 600 euro. Anche Amburgo, Colonia e Lisbona registrano notevoli discrepanze, superiori al 30%.
Bruxelles si trova al polo opposto, dove gli inquilini hanno cercato appartamenti che fossero solo del 5,7% al di sotto del prezzo di mercato. Mentre il prezzo medio per l’affitto di un appartamento nella capitale belga è di 1.163 euro, gli inquilini hanno cercato un massimo di 1.100 euro, mostrando un divario di “appena” 63 euro.
Anche il delta tra costi di affitto e aspettative di spesa a Vienna (8,2%) e Barcellona (8,7%) è minimo.
Un numero significativo di città, tra cui Madrid, Parigi, Berlino e Amsterdam, ha un divario tra i prezzi degli affitti compreso tra il 10% e il 20%.
Valencia, L’Aia e Torino, dove il divario è cresciuto di più. Se si confronta la differenza con l’anno scorso, spiccano notevolmente L’Aia, Valencia e Torino. Nella città spagnola, il prezzo medio di un appartamento è di 1.400 euro, mentre gli inquilini si aspettavano di trovarlo a 365 euro in meno.
Il divario è aumentato notevolmente rispetto a quello dello scorso anno, pari a 51 euro. All’Aia, il divario è passato da 71 a 260 euro. Secondo l‘International Rent Index by City di HousingAnywhere, queste due città hanno registrato alcuni dei più alti aumenti annuali nei prezzi degli affitti. Emerge dalla classifica anche Torino, dove gli affitti sono aumentati di più, con un divario che passa da 0 a 219 euro.
Nel resto d’Italia il divario diminuisce, ma i prezzi degli affitti restano preoccupantemente alti.
All’estremo opposto, la differenza tra aspettative e realtà ad Amsterdam, Bologna e Milano è diminuita maggiormente. Anche il divario nelle altre città italiane analizzate, Firenze e Roma, si è ridotto in modo significativo. Sembrerebbero dati confortanti, ma il mercato immobiliare italiano in diverse città è ancora lontano dall’accessibilità.
In Italia, i costi per appartamenti continuano a toccare soglie record: Roma è regina in Italia nei prezzi degli appartamenti, seconda in tutte e 28 le città europee analizzate solo a Parigi, con un canone di 2.000 euro, Milano è ottava con ben 1.700 euro. Nella capitale, inoltre, il divario tra le aspettative di spesa e il prezzo reale è di ben 500 euro.