Riceviamo e pubblichiamo la nota di Marco Celani, presidente Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi in merito alla decisione del Tar della Toscana sugli affitti brevi a Firenze, per cui devono ritenersi cessati gli effetti pregiudizievoli prodotti dall’adozione della variante al regolamento urbanistico che introduceva il divieto di locazioni a breve termine nell’area Unesco di Firenze.
“Fermo restando che non si tratta di una sentenza di merito visto che il TAR non si è espresso, e non poteva esprimersi, sulla legittimità di vietare gli affitti brevi né sull’efficacia di tale divieto di contrastare il sovraffollamento turistico e il caro affitti, va detto che la sentenza del Tribunale Amministrativo di Firenze sconfessa l’operato della Giunta Nardella dimostrando che la strada delle restrizioni agli affitti brevi, percorsa dai sindaci modificando arbitrariamente i regolamenti urbanistici, è sbagliata.
La sentenza dice chiaramente che lo stesso Legislatore, avendo superato con una nuova norma la variante urbanistica precedente senza questa volta inserire le limitazioni che avrebbero dovuto limitare l’overtourism, di fatto considera il fenomeno superato.
L’adeguamento del Piano Urbanistico del comune di Firenze, che ha tenuto la città per 10 anni in un regime transitorio, ha visto avvicendarsi una proposta del marzo 2023 con una variante introdotta a ottobre dello stesso anno che prevedeva il blocco degli affitti brevi in area UNESCO, e poi un’approvazione definitiva a marzo 2024, da cui il blocco era stato stralciato per volere dell’allora sindaco Nardella.
Il TAR mette giustamente in ordine cronologico l’azione legislativa attribuendo al Legislatore una logica di pianificazione che prevede una linearità d’azione per la quale, se nella versione definitiva non è stata inserita la norma di contrasto al sovraffollamento vietando gli affitti brevi, tale norma va considerata superata.
Insomma un gran pasticcio che auspichiamo altre città italiane, a partire da Bologna e Venezia, non vogliano imitare.
Testualmente dalla sentenza si legge “gli obiettivi di contrasto al sovraffollamento turistico del centro storico UNESCO perseguiti dal pianificatore comunale risultano non più attuali proprio per effetto della sopravvenuta approvazione del piano operativo, che non li contiene.”
Nella sentenza si legge ancora che “la pianificazione urbanistica richiede scelte univoche e non tollera la coesistenza di regole contraddittorie, la cui composizione finirebbe per restare affidata a criteri arbitrari e incerti “riallineamenti” futuri”.
Nella sostanza il TAR dice che i cittadini fiorentini si meritano e necessitano di leggi chiare e scritte bene, con procedimenti legislativi possibilmente rapidi e partecipativi. Come Associazione nazionale di categoria che rappresenta aziende e imprenditori che per conto delle famiglie e dei proprietari italiani, in questo caso fiorentini, si occupano della messa a reddito degli immobili di proprietà nel pieno rispetto di tutti gli adempimenti fiscali e legislativi previsti, fornendo loro supporto rispetto ad infinite misure nazionali, regionali e comunali, rimaniamo a disposizione della nuova Amministrazione guidata dalla Sindaca Funaro per una piena cooperazione e confidiamo in un vero coinvolgimento ai tavoli di lavoro sul settore, dove siamo pronti a portare tutto il nostro know how a vantaggio del territorio e dei cittadini di Firenze.
Spiace infatti che la Sindaca abbia già dichiarato di voler perpetuare la linea Nardella senza preoccuparsi di istruire un confronto vero con le parti sociali aprendo la strada a nuovi contenziosi.
Restiamo disponibili al confronto, portando i nostri numeri e le nostre proposte. Crediamo che una contrapposizione in tribunale sia sterile e non conforme a principi di democrazia partecipativa che ci piace pensare debba coinvolgere tutti coloro che sono parti in causa.
Siamo convinti che le città cambino e si adattino su diversi equilibri in funzione delle leggi di mercato. E allo stesso modo siamo convinti che se si mettesse mano alle norme nazionali che regolano i contratti 4+4, sicuramente gli affitti di lungo termine tornerebbero ad avere una loro attrattiva”.