Nonostante la fine di bonus e incentivi energetici il mercato della smart home cresce a doppia cifra nel 2024 Il settore raggiunge un valore di 900 milioni di euro, segnando un incremento dell’11% rispetto al 2023. Un risultato positivo, soprattutto se confrontato con la media europea, dove nei primi sei mesi dell’anno la crescita si è attestata al 6,5%. Tuttavia, la spesa pro capite in Italia resta inferiore rispetto al resto d’Europa, con 15,5 euro per abitante contro i 32,5 euro della media europea.
Lo rivela la ricerca sulla Smart home dell’Osservatorio internet of things del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno “Nuove sfide per la Smart Home tra AI, dati e sostenibilità: mission (im)possible?” per cui Bva Doxa ha condotto l’analisi lato consumatore. Tra le evidenze emerge che il 2024 ha portato novità importanti sul fronte della domanda di soluzioni smart per la casa, con un aumento della consapevolezza e della maturità dei consumatori italiani.
Oggi 6 su 10 possiedono già degli oggetti smart in casa, ma solo 4 su 10 li hanno connessi alla rete internet. In ogni caso, è alta la propensione all’acquisto di nuovi dispositivi in futuro: 1 su 3 si dice interessato.
Lato offerta aumenta la gamma di servizi attivabili dall’utente che diventano sempre più innovativi, grazie alla valorizzazione dei dati raccolti dai dispositivi e all’integrazione delle soluzioni IoT con l’Intelligenza artificiale. La vendita dell’hardware è un mezzo per ampliare la propria base clienti, ma le aziende sono sempre più consapevoli che il vero valore vada cercato altrove.
Il 69% degli italiani conosce la smart home
- Interesse e adozione. Secondo i risultati dell’indagine realizzata da bva Doxa, il 69% dei consumatori italiani conosce la smart home (+10% vs 2023), il 59% possiede oggetti smart e il 41% li ha connessi alla rete internet di casa (+3%). Guardando alle aspettative dei consumatori per il futuro, si mantiene elevata la percentuale di utenti interessati all’acquisto di nuovi dispositivi connessi per la casa (32%, +2% vs 2023).
- L’interazione tramite app. Per gestire la smart home, aumenta considerevolmente l’uso delle App (+18% vs 2023) e, in misura minore, degli assistenti vocali (24%, +4%). Aumenta anche la quota di coloro che utilizzano entrambe le interfacce (15%, +6%). L’interazione tramite aApp è diventata non solo più diffusa ma anche più frequente: l’87% dei consumatori le utilizza almeno 1-2 volte a settimana (il 72% ogni giorno), il 10% almeno una volta al mese, mentre solo il 3% le utilizza meno spesso. Questi risultati derivano anche dalla loro buona usabilità: il 43% attribuisce il punteggio massimo (5 su 5) alla facilità d’uso, il 37% assegna un punteggio pari a 4 su 5.
- L’app si conferma la principale interfaccia tra l’utente e i vari dispositivi smart (72%), ma c’è ancora da lavorare sull’integrazione con gli altri device casalinghi. Guardando alle aspettative dei consumatori per il futuro, il desiderio è avere una casa più sicura (30%), in cui si possa interagire comodamente con i dispositivi connessi e programmarne il funzionamento (28%) e in cui si possano controllare i consumi energetici e risparmiare (23%).
- Gli incentivi. Sul fronte dei dispositivi smart per il risparmio energetico, si registra un forte interesse verso l’utilizzo degli incentivi statali (53% dei rispondenti), un elemento determinante nelle intenzioni future di acquisto. Ciò significa che quasi 1 consumatore su 5 afferma che un aumento delle agevolazioni statali lo spingerebbe a valutare l’acquisto nei prossimi mesi. Tuttavia, se gli incentivi subissero delle riduzioni nei prossimi anni, il 15% degli utenti interessati rinuncerebbe all’acquisto.