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Building & Construction Tech (ConTech)

La cattiva conservazione dei dati frena la produttività e aumenta i costi di cantiere 

La cattiva conservazione dei dati frena la produttività e aumenta i costi di cantiere

Negli ultimi cinque anni la quantità di dati raccolti legati ai progetti edilizi è più che raddoppiata grazie all’adozione della tecnologia da parte delle imprese di costruzioni che hanno intrapreso un percorso di trasformazione digitale su larga scala, contribuendo a un’accelerazione del settore senza precedenti. Tuttavia quasi un terzo dei professionisti del settore edile ritiene di ricevere dati incompleti o inaccurati, fenomeno che causa gravi inefficienze operative e che ostacola la capacità delle imprese di prendere decisioni tempestivamente e in modo informato.

Nel 2020 la cattiva qualità dei dati è costata all’economia globale una cifra pari a 1,84 trilioni di dollari, obbligando le imprese di costruzioni a effettuare rilavorazioni in cantiere per un costo complessivo di quasi 90 miliardi di dollari Per quanto riguarda l’Italia, PlanRadar ha rilevato che oltre l’11% del costo totale dei progetti immobiliari è da ricondurre a rilavorazioni dovute a errori di costruzione.

L’industria edile è oggi più che mai sotto pressione per consegnare progetti che rispettino tempi e budget, dovendo far fronte a carenze record di manodopera a livello globale (se si pensa solo all’Italia, una recente ricerca PlanRadar segnala come oltre il 40% delle aziende accusi tale problematica), a complicazioni della catena di approvvigionamento e a uno scenario geopolitico in costante mutamento. Urge, dunque, che le decisioni dei responsabili di cantiere per digitalizzare il più possibile la filiera immobiliare siano rapide ed efficaci e, di conseguenza, che i dati e le informazioni a disposizione siano ben archiviate e sempre accessibili.

Oltre ai problemi operativi, anche la sicurezza dei dati è una sfida. Nell’era digitale, infatti, il settore delle costruzioni non è esente da minacce informatiche. Oltre il 38% delle aziende edili globali ha subito una violazione dei dati, con un costo medio dei danni che ha raggiunto i 3 milioni di dollari e, nonostante ciò, solo il 37% delle stesse ha un piano di sicurezza informatica ben delineato.

I motivi per cui le imprese edili non hanno ancora adottato una strategia concreta di gestione dei dati consistono nei costi di implementazione e/o le risorse richieste (40%), nella mancanza di supporto organizzativo (36%) e nell’ingombro di tempo che il processo di adozione di soluzioni digitali richiederebbe (36%). La filiera è infatti ancora restia a riconoscere quanto la corretta gestione dei dati e delle informazioni incida sulla realizzazione dei progetti edilizi.

Tale scenario conferma quanto sia necessario dotarsi di strumenti per la gestione dei dati e implementare la loro corretta gestione al fine di ridurre significativamente il rischio di perdita di informazioni e di extracosti.

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