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Da Relstay un modello per superare il passaggio generazionale nell’hospitality 

Da Relstay un modello per superare il passaggio generazionale nell’hospitality

L’industria dell’ospitalità italiana vive una fase di grande trasformazione legata al passaggio generazionale. Secondo il report dell’Osservatorio Aidaf (Associazione italiana delle aziende familiari), appena il 30% delle aziende a conduzione familiare italiane sopravvive al primo passaggio generazionale, con conseguenze dirette sul PIL e impatti sociali nei territori. Nel settore ricettivo, dove la quasi totalità delle imprese è a conduzione familiare, questa criticità assume proporzioni ancora più significative.

La situazione è aggravata dall’invecchiamento della leadership: molti leader di aziende familiari hanno più di 70 anni e dovranno affrontare un passaggio generazionale nei prossimi 5 anni. Parallelamente, scarseggiano le nuove generazioni preparate a gestire la complessità del mercato turistico contemporaneo, sempre più digitalizzato e orientato all’esperienza dell’ospite.

Il problema è anche culturale: le imprese non hanno un piano formale per il passaggio generazionale. Le strutture ricettive tradizionali, caratterizzate da processi poco digitalizzati, faticano a rimanere competitive in un mercato che richiede standard tecnologici elevati e operazioni efficienti. Per il settore dell’ospitalità, questa crisi rappresenta al tempo stesso una sfida e un’enorme opportunità per operatori specializzati nella digitalizzazione.

Come attuare un passaggio del testimone che possa essere proficuo? L’azienda Relstay propone un modello che integra due anime: il real estate, con strumenti di valorizzazione e gestione degli asset, e l’hospitality, con tecnologie e processi capaci di garantire agli ospiti un’esperienza coerente e di qualità. Oltre 50 le unità già operative tra Milano e Genova, con nuove aperture in programma in altri capoluoghi italiani.

“In pochi anni siamo riusciti a dimostrare che un altro modello è possibile. La nostra missione è trasformare immobili in esperienze di ospitalità riconoscibili, coniugando valore per gli investitori e qualità per gli ospiti. Stiamo costruendo un brand competitivo a livello europeo, in grado di coniugare l’eccellenza e l’attenzione al dettaglio dell’ospitalità italiana con l’efficienza e la scalabilità dei modelli internazionali. Non ci limitiamo ad acquisire immobili: il nostro obiettivo è costruire un sistema che favorisca una crescita solida e duratura, capace di generare valore nel tempo per chi investe e per chi vive gli spazi che creiamo.” affermano Giulia Ferrara e Andrea Pellegata, founder di Relstay.

Il nodo del passaggio generazionale nell’hospitality

Secondo i dati di Unioncamere, in Italia da oltre dieci anni chiudono ogni giorno 42 attività guidate da imprenditori under 35, spesso eredi di aziende familiari. Un fenomeno che colpisce anche il settore dell’ospitalità, dove molti hotel e strutture rischiano di spegnersi o perdere identità al momento del ricambio gestionale.

In questo scenario si inserisce il modello proposto da Relstay, che punta a valorizzare le strutture ricettive senza snaturarne il legame con il territorio, introducendo al tempo stesso standard chiari e replicabili. L’approccio si basa su una digitalizzazione completa dell’esperienza, dalla prenotazione al check-in fino ai servizi in struttura, tutti gestibili direttamente via smartphone, con l’obiettivo di ridurre burocrazia e tempi di attesa. A questo si aggiunge la definizione di standard qualitativi uniformi, con spazi curati nei dettagli, tecnologie integrate e arredi coerenti che assicurano la stessa qualità in ogni appartamento. Infine, il modello prevede un sistema di assistenza discreto e intelligente, attivo 24 ore su 24, che combina automazione e supporto umano per ridurre i costi operativi e offrire agli ospiti un soggiorno semplice e fluido.

La loro strategia prevede l’acquisizione o il subentro nell’attività: in questo modo la famiglia mantiene la proprietà dell’immobile, mentre Relstay si occupa della gestione, garantendo continuità operativa e stabilità. Le nuove generazioni si trovano così a ereditare strutture già digitalizzate, pronte a competere in un mercato internazionale. Allo stesso tempo, per il comparto immobiliare, rappresenta una leva concreta per ridare valore a realtà in difficoltà e trasformarle in opportunità di crescita sostenibile.

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