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Ener2Crowd: per i progetti di transizione energetica nel lending crowdfunding media default al 2,7% 

Ener2Crowd: per i progetti di transizione energetica nel lending crowdfunding media default al 2,7%
Nel comparto del lending crowdfunding, in cui la qualità dei portafogli, i ritardi nei rimborsi e le insolvenze sono diventati temi centrali di discussione tra gli operatori, gli interventi orientati alla transizione energetica e alla finanza Esg dimostrano una spiccata capacità di assorbire le tensioni della congiuntura economica rispetto agli altri segmenti del mercato.
È quanto emerge da un’analisi elaborata da Ener2Crowd sulla base delle informazioni rese pubbliche dalle principali piattaforme operative in Italia e in Europa, incentrata in prevalenza sulle rilevazioni diffuse a partire dal 2023, anno di entrata in vigore del Regolamento Europeo sul Crowdfunding.
Dall’indagine affiora uno scostamento netto nelle metriche di rischio tra le diverse tipologie di finanziamento alternativo. Mentre il real estate crowdfunding e il lending rivolto alle piccole e medie imprese generaliste registrano una maggiore vulnerabilità di fronte al contesto macroeconomico, le iniziative legate all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili evidenziano indicatori di criticità contenuti.
In questo quadro, la piattaforma Ener2Crowd riporta un tasso medio storico di default pari al 2,7 per cento. Tale valore risulta coerente con il posizionamento verticale della società, fondato su un modello operativo focalizzato in via esclusiva sui settori dell’energia e della sostenibilità, supportato da procedure strutturate di istruttoria e controllo dei progetti.
La stabilità specifica del segmento energetico risponde a dinamiche strutturali precise, sostenute dagli obiettivi europei di trasformazione degli impianti e da un flusso di investimenti dedicati. La conoscenza approfondita del settore consente di definire parametri di valutazione mirati e presidi di monitoraggio coerenti con la natura delle operazioni finanziate.
Al contempo, il report evidenzia come il rischio rappresenti una componente ineliminabile di qualsiasi attività creditizia. Eventi quali rinvii nei pagamenti, rinegoziazioni delle scadenze o default non costituiscono anomalie, bensì dinamiche ordinarie del mercato. La differenza tra gli operatori risiede nella capacità preventiva di intercettare le fragilità, seguire le posizioni nel tempo e gestire le situazioni critiche con trasparenza verso i risparmiatori. In quest’ottica, la diversificazione del portafoglio, la correttezza informativa e i processi di selezione costituiscono strumenti essenziali per favorire decisioni consapevoli da parte degli investitori.
Le dichiarazioni dei vertici aziendali
“La finanza ESG rappresenta oggi uno dei pilastri più solidi dell’economia europea: la transizione energetica continua ad attrarre capitali, generare valore e rispondere a una domanda strutturale di lungo periodo che nessuna congiuntura può invertire” dichiara Paolo Baldinelli, executive chairman di Ener2Crowd. “In questo scenario, Ener2Crowd ha scelto fin dall’inizio una specializzazione verticale nel settore, energia, rinnovabili, efficienza, convinti che la focalizzazione sia l’unica strada per costruire una vera competenza di valutazione. Competenza che si traduce in processi rigorosi di selezione, due diligence e monitoraggio continuo dei proponenti: perché il rendimento di un investimento si costruisce prima di tutto nella fase istruttoria, non dopo. Il crowdfunding sta attraversando una fase di consolidamento che premia gli operatori più disciplinati. Ritardi e default non sono anomalie: sono la natura dell’attività creditizia. La differenza la fa chi li anticipa, li gestisce e ne risponde agli investitori con trasparenza e professionalità. Noi lavoriamo ogni giorno per essere quella differenza”.
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