In Italia, il volume degli investimenti corporate nei primi sei mesi dell’anno si è attestato a circa 7 miliardi di euro (+35% vs. H1 2025). In termini assoluti, il risultato costituisce il raggiungimento di un nuovo massimo storico per volume di transazioni.
Relativamente all’articolazione degli investimenti per asset class, il retail pesa per il 33% sul totale con circa 2,3 mld di euro, seguito al secondo posto da hospitality e healthcare, a quota 21% con 1,5 mld di euro. La terza asset class per volumi d’investimento è la logistica, che con circa 1,2 mld di euro rappresenta il 17% degli investimenti totali.
I dati emergono dal report ‘La congiuntura immobiliare in Italia – primo semestre 2026′ elaborato dal centro studi di Kroll.
Paola Ricciardi, country manager di Kroll, commenta: “Gli investimenti, frenati negli anni precedenti dalle restrizioni nell’accesso al credito e dai costanti aumenti dei tassi d’interesse effettuati dalla BCE per contrastare l’inflazione, sono stati incentivati dalla riduzione del costo del debito, che ha determinato una ripresa della domanda; per la rimanente parte dell’anno, il mercato continuerà a essere influenzato dell’evoluzione del contesto geopolitico internazionale e dell’andamento della politica monetaria, in considerazione dei recenti rialzi dei tassi operati dalla BCE e dalla FED e di possibili rialzi futuri.”
Compravendite +2%
L’ammontare delle compravendite registrate nel primo semestre 2026 registra una lieve crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025, registrando circa 421.000 transazioni residenziali e non residenziali. Se confrontate con i risultati dei primi sei mesi del 2024, le NTN (Numero di Transazioni Normalizzate) complessive del periodo gennaio-giugno 2026 risultano in aumento dell’11%. Più nel dettaglio:
Gli asset alternativi continuano ad aumentare il proprio peso all’interno dei portafogli degli investitori grazie a fondamentali solidi, limitata disponibilità di prodotto e una crescente correlazione con i grandi trend tecnologici, energetici e demografici.
I data center si confermano tra le asset class più dinamiche dei mercati immobiliari europeo e italiano, sostenuti dall’espansione dell’intelligenza artificiale, del cloud computing e della crescente necessità di capacità elaborativa e archiviazione dati. La crescita del comparto sta inoltre alimentando investimenti paralleli nelle infrastrutture energetiche e di telecomunicazione necessarie a supportarne lo sviluppo. Parallelamente, continua a crescere l’interesse per infrastrutture legate alla transizione energetica, terreni destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, self-storage e asset sportivi e leisure, segmenti che beneficiano di domanda strutturale e di una concorrenza ancora limitata rispetto alle asset class tradizionali.