L’Affordable Housing Act pubblicato dall’Ue si propone di risolvere l’emergenza abitativa anche dando alle autorità località libertà di intervenire sugli affitti brevi.
Le reazioni sono state immediate, con una netta opposizione al piano da parte degli attori dello short rent. Aigab, Associazione italiana gestori affitti brevi ha duramente criticato il piano approfondendo il controverso sistema di definizione delle aree di stress abitativo (qui il commento di Marco Celani, presidente Aigab).
Dello stesso avviso AirBnb, che in una nota ha sottolineato di condividere l’obiettivo della Commissione di rendere gli alloggi più accessibili. Tuttavia, secondo il portale: “Nella sua formulazione attuale, l’Affordable Housing Act non aggiungerà nemmeno un’abitazione al mercato degli affitti a lungo termine, introducendo al contempo incertezza normativa per i proprietari di immobili nelle città europee.
Accogliamo con favore l’orientamento della legge verso norme proporzionate e basate sui dati, nonché la tutela del diritto dei cittadini europei di affittare la propria residenza principale. Tuttavia, la legge dovrebbe anche distinguere tra i cittadini comuni che occasionalmente condividono la propria seconda casa e gli operatori commerciali, e questi principi devono essere tradotti in garanzie di proporzionalità nelle aree designate come zone a rischio di carenza abitativa.
Airbnb chiede una procedura di notifica chiara per le restrizioni, sia quelle esistenti che quelle nuove, sugli affitti a breve termine, al fine di garantire certezza a una comunità di host e ospiti che genera un impatto economico di 149 miliardi di euro in tutta l’UE e fornisce alloggi flessibili di cui le comunità locali hanno sempre più bisogno”.
In linea anche Confedilizia, con la dichiarazione del presidente Giorgio Spaziani Testa, secondo cui: “La conferenza stampa di presentazione del regolamento Ue sulla casa conferma che si tratta di un provvedimento inaccettabile.
Inutile giocare con le parole, come fanno il commissario Jorgensen e la vicepresidente Ribera, evidenziando che il provvedimento non prevede obblighi.
Non prendiamoci in giro e guardiamo alla sostanza. La proposta di regolamento pretende di attribuire a non meglio precisate autorità competenti nei vari Paesi il potere di vietare la compravendita di immobili e di utilizzarli per locazioni di breve durata. Non sta né in cielo né in terra, sia per ragioni di rispetto del principio di sussidiarietà, sia per la smaccata violazione della libertà contrattuale e del diritto di proprietà.
Rinnoviamo il nostro appello alle forze politiche responsabili: si adoperino per scongiurare l’approvazione di questo provvedimento liberticida.
D’altronde, lo spirito che anima i proponenti lo ha rivelato il commissario Jorgensen quando ha detto che il regolamento garantirebbe la possibilità di impedire di tenere a disposizione una propria casa”.
Le limitazioni agli affitti brevi non sono la soluzione anche secondo il presidente Fiaip Fabrizio Segalerba, che nella sua intervista su Requadro ha sottolineato l’assoluta mancanza di una visione più ampia e calata sulla realtà del mercato italiano.