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A settembre 2026 canoni di affitto +3,53% di media a/a 

A settembre 2026 canoni di affitto +3,53% di media a/a

Al 30 settembre 2026, il canone medio di affitto nazionale raggiunge i 176 euro al metro quadrato annui, in aumento del 4,76% rispetto alla fine del 2025 e del 3,53% rispetto a settembre dello scorso anno.

È quanto emerge dall’analisi dell’ufficio studi di Locare sull’andamento delle locazioni residenziali nei primi nove mesi del 2026, che sottolinea come gli affitti tornino a salire in Italia, ma con differenze marcate tra le città.. Dopo la stabilizzazione di fine 2025, il dato nazionale torna infatti a crescere in tutti e tre i trimestri, mentre nei mercati locali proseguono andamenti diversi: Roma e Napoli registrano aumenti sostenuti, Milano continua a scendere e Bologna si assesta dopo i cali della prima metà dell’anno.

Il passo comunque rallenta

Il canone medio nazionale passa dai 168 euro al metro quadrato annui di dicembre 2025 ai 171 euro di marzo, ai 174 di giugno e ai 176 di settembre 2026.

Nel terzo trimestre l’aumento è dell’1,15%, più contenuto rispetto al +1,79% dei primi tre mesi dell’anno e al +1,75% del secondo trimestre. La crescita prosegue dunque, pur perdendo intensità nell’ultima rilevazione.

Roma sale, Milano prosegue la discesa

Tra le cinque principali città analizzate, Roma registra l’aumento più consistente su base annua. Nella Capitale i canoni raggiungono i 229 euro al metro quadrato annui, con un incremento del 7,51% rispetto a settembre 2025 e del 2,23% rispetto a giugno 2026.

Milano resta la città più cara tra quelle monitorate, con 268 euro al metro quadrato annui, ma conferma la progressiva riduzione delle quotazioni: il calo è dello 0,74% nel trimestre e del 2,90% su base annua. Rispetto ai 276 euro di settembre 2025, la diminuzione è di 8 euro al metro quadrato annui.

Napoli e Torino in crescita, Palermo stabile nel trimestre

Napoli raggiunge i 184 euro al metro quadrato annui, segnando un aumento del 2,79% rispetto a giugno e del 6,98% rispetto a settembre 2025.

A Torino i canoni si attestano a 156 euro al metro quadrato annui, con una crescita dell’1,30% nel trimestre e del 4% su base annua.

Palermo resta invece ferma sui livelli di giugno, a 116 euro al metro quadrato annui. Il confronto con settembre 2025 rimane positivo, con un incremento del 3,57%.

Firenze recupera, Bologna si stabilizza, Venezia arretra

Firenze si conferma la seconda città più cara del campione, con 262 euro al metro quadrato annui. Il recupero dell’1,16% nel terzo trimestre riduce la distanza dai valori di settembre 2025, rispetto ai quali il saldo resta negativo dell’1,13%.

A Bologna i canoni si stabilizzano a 199 euro al metro quadrato annui, dopo le flessioni dei trimestri precedenti. Su base annua la diminuzione è del 4,33%.

Venezia registra invece un calo del 3,13% rispetto a giugno, scendendo a 186 euro al metro quadrato annui. La variazione rispetto a settembre 2025 è pari al -0,53%.

Capoluoghi di regione: gli aumenti maggiori a Catanzaro e Trieste

Tra i capoluoghi di regione, Catanzaro registra il rialzo annuo più elevato: +15,96%, con un canone medio di 109 euro al metro quadrato annui. L’aumento si concentra soprattutto nella prima metà del 2026, mentre nel terzo trimestre si limita allo 0,93%.

A Trieste le quotazioni raggiungono i 148 euro al metro quadrato annui, in crescita del 10,45% su base annua e del 4,23% nel trimestre. Genova sale a 134 euro, con un incremento annuo del 9,84% e trimestrale del 4,69%.

Aumenti annui consistenti interessano anche Aosta (+8,33%) e Trento (+7,64%), nonostante entrambe registrino una flessione rispetto a giugno, rispettivamente dell’1,52% e dello 0,64%.

Seguono Potenza (+6,49% su base annua), Perugia (+5,26%) e Ancona (+3,54%). Più contenuti gli incrementi a Cagliari (+1,83%), Bolzano (+1,70%), L’Aquila (+1,04%) e Bari (+0,65%).

Campobasso presenta invece il calo annuo più marcato tra le città monitorate: -9,78%, con quotazioni a 83 euro al metro quadrato annui e una diminuzione del 2,35% anche rispetto a giugno.

Città di provincia: Isernia e Reggio Calabria guidano i rincari

Nei 18 capoluoghi di provincia considerati, il confronto con giugno mostra nove città in crescita, tre stabili e sei in calo.

Su base annua spiccano Isernia, che raggiunge gli 84 euro al metro quadrato annui (+16,67%), e Reggio Calabria, a 76 euro (+11,76%). Aumenti superiori al 5% interessano anche Matera (+7%) e Pescara (+5,22%).

Più contenute le variazioni annue di Taranto (+2,44%), Salerno (+2,16%), Parma (+2,05%), Prato (+2,04%), Catania (+1,75%), Brescia (+1,38%), Latina (+0,88%) e Pesaro (+0,81%). Novara e Terni risultano stabili rispetto a settembre 2025.

La flessione annua più consistente di questo gruppo riguarda La Spezia (-5,60%), seguita da Sassari (-1,96%), Pordenone (-0,83%) e Verona (-0,68%).

Un mercato in crescita, con forti differenze territoriali

Il bilancio dei primi nove mesi del 2026 restituisce un mercato in cui gli aumenti sono diffusi: rispetto a settembre 2025, i canoni crescono in 28 delle 39 città monitorate, restano invariati in due e diminuiscono in nove.

La ripresa del dato nazionale convive con il ridimensionamento di alcuni dei mercati più costosi e con rialzi consistenti in città che partono da quotazioni più contenute. L’ultimo trimestre dell’anno permetterà di verificare se il rallentamento della crescita nazionale osservato tra luglio e settembre troverà conferma.

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