Frena il mercato degli affitti in Italia. Il bilancio 2025 dell’Ufficio Studi di Locare fotografa un settore arrivato a un punto di equilibrio: i canoni smettono di correre e il mercato entra in una fase di assestamento, con andamenti molto differenziati tra grandi città, capoluoghi e centri di provincia.
A livello nazionale, l’anno si chiude con quotazioni sostanzialmente allineate a quelle di fine 2024, confermando che la lunga fase di crescita dei prezzi delle locazioni potrebbe aver raggiunto il suo massimo.
Bilancio nazionale: canoni invariati a fine anno
Nel 2025, il valore medio dei canoni di locazione in Italia si attesta a 168 euro al metro quadrato annui.
Rispetto ai tre mesi precedenti, i prezzi registrano una flessione media dell’1,18%, riportando le quotazioni su livelli praticamente identici a quelli di fine 2024.
Nel dettaglio, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati da un aumento generalizzato dei canoni, seguito da sei mesi di progressiva contrazione, con una variazione annuale complessiva pari allo 0%.
Roma fa storia a sé, Milano rallenta
Tra le grandi città, Roma continua a muoversi in controtendenza, anche grazie alla spinta del Giubileo.
Nella Capitale, i canoni crescono dell’1,88% su base trimestrale e del 5,43% su base annua, confermando una dinamica decisamente più sostenuta rispetto al resto del Paese.
Milano, dopo un lunghissimo periodo di crescita costante, mostra segnali evidenti di rallentamento:
- -0,7% negli ultimi tre mesi
- -1,08% da inizio anno
Andamenti opposti per Napoli e Torino
Andamento misto per Napoli e Torino.
Nel capoluogo campano si registra un recupero trimestrale dello 0,58%, che però non è sufficiente a invertire il trend annuale, ancora negativo (-3,89%).
Torino si muove in senso opposto, con una flessione trimestrale dello 0,67%, ma una crescita annua del 4,20%, a conferma di un mercato più dinamico sul medio periodo.
Il segno meno domina anche a Palermo, dove i canoni scendono dello 0,89% nel trimestre e del 2,63% su base annua, evidenziando una fase di debolezza del mercato locale.
Segnali contrastanti nei capoluoghi di regione
Tra gli altri capoluoghi di regione emergono dinamiche molto differenziate.
Trento registra un calo trimestrale dell’1,39%, che contribuisce a un saldo annuale sostanzialmente invariato.
Potenza, invece, mostra un forte recupero nel confronto con settembre (+5,19%), che però non basta a compensare il calo su base annua, pari a -3,57%.
Bologna e Firenze tengono, Venezia stabile
Tra le altre grandi città:
- Venezia risulta stabile su base trimestrale e in crescita dell’1,08% su base annua
- Bologna registra un aumento dello 0,48% rispetto a settembre e del 4,47% rispetto a dicembre 2024
- Firenze mostra una flessione trimestrale (-0,75%) ma una crescita annua del 4,37%
In provincia prevale il segno meno
Tra le 18 città di provincia monitorate, prevale il segno meno nel confronto con i tre mesi precedenti:
- 7 capoluoghi registrano cali, con variazioni comprese tra il -4,35% di Pescara e il -0,69% di Brescia
In quattro città – Verona, Pesaro, Isernia e Sassari – i canoni restano invariati.
Nelle restanti sette città la variazione è positiva, con Terni in testa (+4,76%) e La Spezia in coda (+0,79%).
Il bilancio 2025 dell’Ufficio Studi di Locare restituisce l’immagine di un mercato delle locazioni entrato in una fase di stabilizzazione, dopo anni di crescita sostenuta.
Un equilibrio fragile, che riflette il progressivo riassestamento tra domanda e offerta e che apre a nuovi scenari per il 2026.