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PlanRadar: solo 1/3 dei professionisti ritiene che il digitale sia utile per le certificazioni Esg 

PlanRadar: solo 1/3 dei professionisti ritiene che il digitale sia utile per le certificazioni Esg

Solo un terzo dei professionisti del settore dell’edilizia riconosce l’impatto positivo degli strumenti digitali sulle certificazioni Esg: lo riporta un’analisi di PlanRadar.

Ma alcuni dati diffusi recentemente da PwC prevedono un’impennata degli investimenti Esg, che sfioreranno i 34 mila miliardi di dollari entro il 2026, con tre investitori istituzionali su cinque che segnalano una performance superiore degli investimenti conformi agli standard Esg rispetto a quelli non-Esg. Per le imprese di costruzione, questo si traduce in un mercato in crescita per i progetti che rispettano gli standard Esg, aprendo un significativo margine di sviluppo per la crescita sostenibile.

Per ottenere certificazioni ambientali, le aziende devono implementare pratiche di efficientamento energetico, ridurre le emissioni, usare in modo efficiente le risorse naturali, ridurre gli sprechi e preservare gli ecosistemi. Il risultato chiave che emerge dall’indagine di PlanRadar è il divario di percezione riguardo l’uso degli strumenti digitali per raggiungere la conformità ambientale:

  • l’analisi mette in evidenza che solo il 60% dei professionisti del settore riconosce che gli strumenti digitali rendono possibile la riduzione dell’uso della carta. Tuttavia, tra i clienti di PlanRadar questo dato sale in modo significativo al 90%;

 

  • solo il 34% dei professionisti del settore ritiene che queste soluzioni IT contribuiscano a ridurre gli sprechi di materiale. Al contrario, una parte dei clienti PlanRadar più ottimista, il 60% rileva benefici sostanziali nella riduzione delle rilavorazioni e nella conservazione delle risorse grazie all’uso di piattaforme digitali.

La situazione in Italia è nel complesso positiva, in misura leggermente superiore a quanto emerso a livello globale: il 38,6% dei professionisti italiani (contro il 34% nel mondo), infatti, ritiene che gli strumenti digitali siano di grande supporto per l’ottenimento di certificazioni ESG. C’è invece ancora scetticismo per quanto riguarda il supporto della tecnologia in attività concrete svolte quotidianamente dagli addetti ai lavori, come la riduzione degli sprechi e l’utilizzo di carta in cantiere. Il dato emerso dimostra che solamente il 25% dei professionisti ritiene che l’implementazione del digitale aiuti in maniera consistente a ridurre gli sprechi, mentre oltre la metà degli intervistati (il dato più alto fra tutti i paesi analizzati) ritiene che l’impatto sia “moderato”. Per quanto riguarda invece la riduzione della carta, la media italiana sale al 52,27%, rivelando, su questo fronte, una maggior fiducia tra i professionisti.

Fabio Arancioregional manager Italy di PlanRadar, ha commentato: «La nostra analisi dimostra che le piattaforme digitali offrono vantaggi sostanziali nel raggiungimento delle conformità ESG, contrariamente alle percezioni del settore. Il percorso verso la conformità non deve essere necessariamente complesso: la nostra piattaforma digitale, sviluppata in modo dettagliato in tutte le sue parti, offre un’esperienza user-friendlye consente ai team di tenere traccia di ogni fase della costruzione, dimostrando che la due diligence ESG e tecnica viene perseguita meticolosamente. A fronte di una domanda elevata e di un ROI (Return of Investment) sostanziale, l’opportunità per le imprese di costruzione è dunque chiara: è opportuno allineare le pratiche e i progetti agli standard ESG per ottenere un vantaggio competitivo».

 

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