Gli italiani sembrano avere aspettative duplici rispetto alla nuova direttiva Case green: pur riconoscendo un’opportunità per il rinnovo del patrimonio residenziale (lo pensa il 64% degli italiani), si temono rincari sugli interventi e svalutazione delle classi più basse. Infatti, il 73% pensa che sarà più costoso ristrutturare un’abitazione (dato in crescita del 7% rispetto al 2023). Inoltre, il 68% pensa che le case con una classe energetica tra la E e la G subiranno una forte perdita di valore.
È questo il quadro che emerge dalla ricerca commissionata da Casavo a Swg
1 italiano su 2 pensa alla riduzione dei consumi
La risposta alle necessità ambientali ed energetiche passa anche attraverso l’edilizia green, che – tra le altre cose – prevede l’uso di materiali sostenibili e la riduzione dell’uso di materiali inquinanti o dannosi per la salute. 1 italiano su 2 considera la riduzione dei consumi energetici il principale vantaggio di questa pratica, mentre quasi 1 su 4 (il 23%) indica il minore impatto ambientale, aspetto che riceve maggiori preferenze da parte della Generazione Z (32%) e dai Millennial (37%).
Tra i principali ostacoli all’adozione di questo tipo di edilizia sostenibile, il 56% dei rispondenti indica i costi iniziali troppo elevati. Al secondo posto la difficoltà e le lungaggini burocratiche (33%) e la mancanza di incentivi governativi (26%).
Per facilitare il processo di compravendita e andare incontro alle esigenze del mercato, Casavo ha sviluppato una nuova versione del proprio modello di valutazione, che da oggi integra la variabile della classe energetica. Dai dati della piattaforma, Casavo rileva che, mentre in passato il campo della classe energetica veniva compilato raramente, nell’ultimo anno il 34% dei venditori ha valutato un immobile in classe A, B, C o D (e 1 su 3 ancora non compila questo campo). Una tendenza che dimostra la crescente consapevolezza degli utenti verso tematiche green.
“La direttiva ‘case green’ impone una sfida significativa, ma offre anche una grande opportunità per modernizzare il nostro patrimonio residenziale. Si tratta di progetti che non solo riducono l’inquinamento, ma garantiscono anche risparmi economici a lungo termine e migliorano il benessere abitativo” commenta Victor Ranieri, chief revenue officer di Casavo “Tuttavia, i dati ci dimostrano che i timori non mancano, soprattutto tra le fasce di popolazione più mature. Al contrario, i più sensibili ai temi ambientali si confermano i giovani. Un’altra preoccupazione è legata alla svalutazione dello stock immobiliare esistente. Ad oggi questo aspetto non ha ancora avuto un impatto tangibile sui prezzi, ma si sostanzia in una crescita della ricerca orientata verso immobili nuovi, ristrutturati o con classi energetiche alte, per tutelare un futuro investimento”.
“Attraverso i nostri dati, infatti, notiamo già un maggior interesse da parte degli acquirenti verso immobili ristrutturati e che rispondono ai criteri di efficientamento energetico. Anche per questo abbiamo lavorato sulla nuova integrazione del nostro modello di valutazione, come Casavo ci impegniamo infatti ad essere sempre più vicini alle richieste e alle esigenze del mercato e degli utenti stessi” conclude Ranieri.