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EMQ Demands: lo strumento che rimette gli agenti al centro del matching immobiliare 

EMQ Demands: lo strumento che rimette gli agenti al centro del matching immobiliare
Foto di Jens Neumann da Pixabay

Il mercato residenziale italiano continua a crescere: per il 2025 Scenari Immobiliari stima 770mila compravendite, che diventeranno 800mila nel 2026. Secondo l’indagine Tecnoborsa 2024, il 57,5% degli acquirenti e il 68,4% dei venditori sceglie di affidarsi a un’agenzia. Nonostante questo, il momento cruciale dell’incontro tra domanda e offerta viene ancora spesso lasciato ai portali di annunci.

Un dato parla chiaro: l’85,9% degli annunci pubblicati online è caricato da agenzie. Significa che gli immobili e i clienti ci sono già nelle banche dati dei professionisti, ma il matching avviene altrove. Nel frattempo, il tempo medio di vendita – a livello nazionale – è di 9,6 mesi (osservatorio real time Euromq.it su 1.600 operatori che utilizzano la piattaforma). Importante sottolineare che il processo traccia l’immobile in vendita dalla sua “valutazione” sino al reale passaggio di proprietà.

“Gli agenti fanno un enorme lavoro di acquisizione, ma non valorizzano abbastanza la gestione delle richieste acquirenti – osserva Massimiliano Pochetti, ceo di Euromq.it – Il risultato è che ci si affida ai portali, che diventano i veri protagonisti dell’incontro domanda-offerta. EMQ Demands nasce per ribaltare questa logica”.

Il nuovo servizio lanciato da Euromq permette di monitorare e “aggiornare” di continuo le richieste degli acquirenti, disattivando quelle che acquisiscono una nuova proprietà dal loro primo censimento. In questo modo, l’archivio clienti si trasforma da contenitore passivo, spesso poco attendibile, a opportunità operativa quotidiana.

“Con EMQ Demands l’agente recupera la sua centralità – continua Pochetti – Significa lavorare con clienti in modo continuo. E soprattutto, dimostrare al mercato che il valore aggiunto non è la vetrina, ma la capacità di gestire in modo intelligente domanda e offerta”.

Secondo le stime di Euromq, se anche solo il 10% delle 770mila transazioni annue fosse gestito tramite richieste monitorate, significherebbe oltre 77mila vendite off-portal ogni anno. “Non stiamo parlando di un dettaglio operativo – conclude Pochetti – ma di una svolta che può cambiare il posizionamento della categoria: da reattiva a proattiva, da semplice intermediario a protagonista del mercato”.

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