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Per gli studenti europei club e coliving battono social e app per fare amicizia 

Per gli studenti europei club e coliving battono social e app per fare amicizia

I club universitari e la convivenza con i coinquilini sono i principali canali attraverso cui gli studenti internazionali stringono nuove relazioni nelle città europee per il nuovo anno accademico, superando i social network e le applicazioni digitali.

Secondo una nuova indagine condotta dalla piattaforma di affitti per studenti HousingAnywhere su un campione di 686 giovani tra i 18 e i 30 anni, il 65% degli intervistati indica le associazioni e i club universitari come modalità primaria per conoscere nuove persone. La condivisione dell’alloggio si colloca al secondo posto con il 46% delle preferenze, mentre bar, caffè e vita notturna si attestano al terzo posto con il 28% delle indicazioni complessive.

La centralità dell’alloggio e il primato del mercato italiano

La condivisione dell’immobile assume un rilievo ancora maggiore tra gli studenti internazionali che scelgono l’Italia come destinazione di studio. Nel contesto italiano, il 54% degli intervistati individua nei coinquilini un fattore determinante per fare amicizia: si tratta del dato più alto tra tutti i Paesi europei analizzati, superiore di otto punti percentuali rispetto alla media generale del 46%. Anche la frequenza di bar, caffè e locali della vita notturna evidenzia un peso superiore in Italia, raggiungendo il 34% delle preferenze rispetto al 28% riscontrato a livello complessivo.

La gestione dell’alloggio e la vita quotidiana svolgono una funzione centrale nel processo di adattamento sociale in una nuova realtà urbana. Trovare un’abitazione non risponde soltanto all’esigenza primaria di disporre di un luogo in cui vivere, ma costituisce la premessa per integrarsi nella comunità locale. Tra maggio e agosto 2026, HousingAnywhere ha intermediato la ricerca di un alloggio per oltre 15.000 studenti diretti in 540 città e località distribuite in 30 Paesi europei, confermando come la stabilità abitativa rappresenti il primo passo per l’avvio del percorso universitario.

Evoluzione per fasce d’età e scarso impatto dei canali digitali

Le modalità di socializzazione variano in modo strutturale con il progredire dell’età degli studenti. Nella fascia compresa tra i 18 e i 21 anni, i club universitari e le associazioni rappresentano il canale più diffuso (71%), seguiti dai coinquilini (53%) e dalla vita notturna (33%).

Tra i 22 e i 25 anni cresce la rilevanza delle attività lavorative part-time o degli stage (30%) e dello sport in palestra (27%), mentre la vita notturna scende al 25%. Tale impostazione si stabilizza nella fascia tra i 26 e i 30 anni, dove lavoro e tirocini raggiungono il 28% e le attività sportive il 25%.
Nonostante l’elevata penetrazione della tecnologia nella quotidianità giovanile, i canali digitali ricoprono un ruolo secondario nella creazione di legami sociali.

I gruppi online costituiti su piattaforme quali Facebook, WhatsApp, Discord e Reddit sono indicati dal 15% degli intervistati, mentre le applicazioni dedicate agli incontri o alle nuove amicizie sono utilizzate dall’8%. L’analisi evidenzia inoltre uno scostamento tra le aspettative riposte prima della partenza e le dinamiche reali riscontrate all’arrivo. Se il 70% degli studenti che devono ancora trasferirsi pianifica di conoscere persone tramite club e associazioni, le occasioni informali legate alla routine quotidiana si rivelano più efficaci del previsto.

Le amicizie nate tramite conoscenti, amici o familiari già radicati in città registrano uno scarto positivo di circa 14 punti percentuali rispetto alle stime iniziali, mentre l’inserimento lavorativo tramite stage o part-time supera le attese di circa 10 punti.

“Tra maggio e agosto abbiamo aiutato 15.000 studenti a trovare la loro nuova casa per questo anno accademico, e molti di loro si stanno trasferendo proprio in questo mese. Ma trovare casa è solo l’inizio dell’esperienza in una nuova città”, dichiara Antonio Intini, ceo di HousingAnywhere. “Per questo abbiamo voluto capire come gli studenti costruiscono davvero la propria rete di relazioni una volta lontani da casa. I risultati mostrano che, nonostante siano una generazione profondamente digitale, quando si tratta di fare nuove amicizie sono ancora i contesti più concreti ad avere il peso maggiore.”

 

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