Il numero di case in vendita in tutta Italia è sceso del 2,0% nel terzo trimestre, con 18 delle 20 regioni del Paese che hanno registrato una riduzione trimestrale del parco immobiliare disponibile. Lo riporta l’indice di attività dei venditori immobiliari di eXp, che monitora le variazioni nel numero di immobili in vendita in tutta Italia, fornendo un’indicazione dell’attività dei venditori e individuando le regioni in cui l’offerta immobiliare è in aumento o in calo.
L’ultimo indice mostra che nel terzo trimestre erano in vendita 753.544 immobili sul mercato immobiliare italiano, con un calo quindi del 2,0% rispetto al trimestre precedente. A livello regionale, gli ultimi dati rivelano una riduzione diffusa del patrimonio immobiliare disponibile, con solo due regioni che hanno registrato un aumento nel corso del trimestre.
Il Friuli-Venezia Giulia ha registrato la maggiore riduzione trimestrale del patrimonio immobiliare disponibile, con un calo del 5,9% nel terzo trimestre.
Il Piemonte ha seguito con un calo del 4,2%, mentre la Sardegna ha registrato una diminuzione del 3,7%.
Anche la Liguria (-3,4%) e le Marche (-3,3%) hanno registrato riduzioni significative, seguite dalla Calabria (-2,9%), dalla Puglia (-2,7%), dalla Toscana (-2,6%) e dall’Emilia-Romagna (-2,6%).
Il Lazio ha registrato una diminuzione del patrimonio immobiliare disponibile del 2,3%, mentre anche l’Abruzzo (-2,2%) e la Sicilia (-2,1%) hanno registrato riduzioni superiori alla media nazionale.
Valle d’Aosta (-1,7%), Campania (-1,1%), Veneto (-0,7%), Molise (-0,7%), Trentino-Alto Adige (-0,6%) e Umbria (-0,5%) completano l’elenco delle regioni in cui la disponibilità immobiliare è diminuita.
La riduzione diffusa del patrimonio immobiliare disponibile suggerisce che, in gran parte d’Italia, alla fine del terzo trimestre gli acquirenti avessero meno immobili tra cui scegliere, sebbene l’entità del calo variasse notevolmente da una regione all’altra.
Basilicata e Lombardia in controtendenza
Solo due regioni italiane hanno registrato un aumento del patrimonio immobiliare disponibile nel terzo trimestre.
La Basilicata ha registrato l’incremento maggiore, pari all’1,9%, mentre la Lombardia ha registrato una crescita più modesta, dello 0,8%.
Sebbene questi aumenti siano stati relativamente modesti, contrastano con la tendenza nazionale più generale di calo dell’offerta immobiliare.
In termini di distribuzione regionale delle abitazioni attualmente in vendita, la Lombardia rappresenta la quota maggiore del patrimonio nazionale con il 15,4%, seguita dalla Toscana (12,4%), dal Lazio (8,8%), dalla Sicilia (8,8%) e dal Piemonte (8,6%).
Insieme, queste cinque regioni rappresentano il 54,0% di tutte le abitazioni attualmente in vendita in Italia.
Andrea Marchesi, responsabile di eXp Italia, ha commentato: “Il mercato immobiliare italiano continua a dimostrare resilienza, con l’interesse degli acquirenti che rimane saldo nonostante le continue pressioni sull’accessibilità economica. Tuttavia, la riduzione diffusa del patrimonio immobiliare disponibile evidenzia le sfide che devono affrontare gli acquirenti, i quali si trovano di fronte a una scelta di abitazioni adeguate sempre più limitata.
Allo stesso tempo, stiamo assistendo a una crescente differenziazione tra i tipi di immobili che gli acquirenti sono disposti a prendere in considerazione. L’efficienza energetica, le condizioni generali e il potenziale costo della ristrutturazione stanno diventando sempre più importanti, soprattutto perché le famiglie rimangono attente al costo della vita in senso lato.
Per i venditori, la minore concorrenza è certamente incoraggiante, ma non garantisce il successo della vendita. Gli immobili ben presentati, con un prezzo adeguato e in grado di soddisfare le aspettative degli acquirenti moderni continueranno ad avere le migliori possibilità di attirare l’interesse, mentre quelli che richiedono lavori sostanziali potrebbero necessitare di un approccio più ponderato nella definizione del prezzo.”