A Genova ci sono circa 40mila abitazioni vuote, eppure trovare una casa in affitto è sempre più difficile e costoso. A evidenziare il paradosso è stato Carlo Giordano, founder di Immobiliare.it e Presidente di Immobiliare.it Mutui, intervenuto all’incontro “Il canone concordato nell’era digitale: strumenti e prospettive per il mercato della locazione“, organizzato da Locare e Federproprietà. Giordano ha sottolineato come, a fronte di un mercato delle compravendite rimasto sostanzialmente stabile, dopo il Covid i canoni di locazione siano cresciuti in maniera esponenziale, anche per effetto della scarsità di immobili effettivamente disponibili.
Ad aprire i lavori Andrea Napoli, presidente di Federproprietà Genova e ceo di Locare, che ha presentato i servizi di Locare dedicati a proprietari, inquilini e operatori immobiliari, soffermandosi sugli strumenti per ridurre i rischi della locazione e rendere più semplice e sicuro l’incontro tra domanda e offerta. Al confronto sul mercato genovese hanno partecipato anche Rita Roberta Ogno, presidente Fiaip Genova, e Luca Del Guasta, presidente Fimaa Genova.
Sul fronte delle politiche pubbliche, Marco Scajola, assessore regionale all’Edilizia e alle Politiche abitative, intervenuto da remoto, ha ricordato che dal 2021 al 2026 la Regione Liguria ha finanziato 215 interventi di rigenerazione urbana e PINQuA per 132 milioni di euro e destinato 2 milioni al Fondo affitti, sostenendo oltre 7mila famiglie. Scajola ha ribadito la necessità di aumentare l’offerta abitativa attraverso investimenti nell’edilizia residenziale pubblica, nel sostegno alla locazione e nella rigenerazione del patrimonio esistente.
Un tema ripreso da Giovanni Bardanzellu, presidente nazionale di Federproprietà, che ha posto l’accento sulla necessità di non demandare ai proprietari privati la soluzione di un problema che è anche di competenza pubblica: per riportare sul mercato gli immobili oggi inutilizzati, ha sottolineato, occorre creare un sistema di garanzie e tutele che renda la locazione una scelta meno rischiosa per il proprietario.
A chiudere i lavori Alessandro Simonetto, vicepresidente nazionale Fimaa Italia-Confcommercio, che ha portato il confronto sul piano europeo, soffermandosi sull’Affordable Housing Act appena presentato dalla Commissione europea. La proposta introduce criteri comuni per individuare le aree sottoposte a “stress abitativo” nelle quali le autorità potranno adottare specifiche restrizioni, anche in materia di affitti brevi e utilizzo delle seconde case. Simonetto ha richiamato la necessità che le politiche europee per l’accessibilità alla casa non finiscano per comprimere il diritto di proprietà e la libertà contrattuale, spostando sui privati il peso della crisi abitativa.
Dal confronto è emersa quindi una priorità: il problema non è soltanto quante case esistono, ma quante sono realmente disponibili sul mercato. Aumentare l’offerta, offrire maggiori garanzie ai proprietari e utilizzare strumenti capaci di rendere la locazione più sicura sono condizioni essenziali per intervenire in modo strutturale sulla crescente difficoltà di accesso alla casa.