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Property & Facility Management

Halldis: per i serviced apartment un mercato stimato da 2 mln di euro 

Halldis: per i serviced apartment un mercato stimato da 2 mln di euro

Con circa 476 milioni di presenze turistiche nel 2025, l’Italia si conferma seconda in Europa dopo la Spagna (fonte: Istat/Eurostat, 2026), il settore pesa per circa il 10,8% del PIL e l’extra-alberghiero è cresciuto del 120% negli ultimi dieci anni (fonte: Patrigest, 2025).

È quanto emerge da un approfondimento di Halldis by Vita, secondo cui il mercato resta ancora poco strutturato, le locazioni temporanee generano 41,7 miliardi di euro tra prenotazioni e indotto, ma il 96% degli immobili è ancora gestito da proprietari privati, mentre circa 9,6 milioni di seconde case risultano inutilizzate (fonte: Aigab, 2025), rappresentando un potenziale rilevante per nuove forme di ospitalità.

In tale quadro si inserisce il modello dei serviced apartment, comparto stimato a oltre 2 miliardi di euro con un Cagr (tasso annuo composto) superiore al 13% nei prossimi anni (elaborazioni Halldis by Vita su dati Grand View Research 2025), sostenuto dalla domanda corporate e dall’evoluzione delle modalità di soggiorno, tra short stay e medio periodo.

 Sul fronte degli investimenti, il modello rappresenta una soluzione in crescita: nel primo semestre 2025 il comparto hospitality in Italia ha superato 1,2 miliardi di euro investimenti, pari a circa il 24% del totale immobiliare, con prospettive fino al 25% entro il 2027 (fonte: Patrigest, 2025). In questa prospettiva, i modelli ibridi favoriscono, secondo Halldis flussi di cassa più stabili, maggiore redditività e flessibilità nelle strategie di uscita, oltre a consentire diverse modalità di valorizzazione, dal brand al franchising fino ai contratti di management.

“Stiamo osservando – dichiara Michele Diamantini, ceo di Halldis by Vita – una crescente integrazione di questo modello già in fase progettuale: strutture pensate fin dall’origine per essere flessibili, ma soprattutto gestibili in modo più efficiente e adattabili a usi e durate diverse nel tempo. L’integrazione tra asset e gestione apre a logiche di valorizzazione più evolute, rendendo questi modelli particolarmente interessanti per investitori istituzionali e strategie di medio-lungo periodo.”

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