La maturità digitale raggiunta dal settore immobiliare sta portando il PropTech oltre la semplice dimensione tecnologica, trasformandolo in una leva strategica capace di incidere direttamente sulla qualità della gestione, sulla competitività degli operatori e sulla creazione di valore degli asset.
Oggi l’attenzione del mercato si concentra sempre meno sugli strumenti digitali in sé e sempre più sulla capacità di integrare piattaforme, dati e processi in ecosistemi gestionali che supportano le decisioni operative, economiche e finanziarie degli investitori.
Sono questi alcuni trend che sono emersi al 34°Forum a Rapallo, nel corso della tavola rotonda “Proptech: innovazione e leva di rendimento. Il momento delle scelte per il mercato italiano”, organizzata da Scenari Immobiliari in collaborazione con Rina Prime.
Secondo il focus presentato da Scenari Immobiliari e Rina Prime, il mercato immobiliare sta attraversando una fase nella quale la capacità di gestire e valorizzare il patrimonio attraverso dati, tecnologie digitali e strumenti di analisi avanzata sta diventando un fattore distintivo per gli operatori istituzionali. In questo contesto il PropTech non rappresenta più un insieme di soluzioni verticali, ma un sistema integrato che collega competenze, governance e informazioni, contribuendo a migliorare la qualità delle decisioni, la continuità dei processi e il controllo dei rischi.
La crescente attenzione agli obiettivi Esg e agli obblighi di rendicontazione, unita alla necessità di migliorare la redditività degli investimenti e ridurre il profilo di rischio dei portafogli, sta accelerando l’adozione di tecnologie come Intelligenza artificiale, big data, internet of things, digital twin e piattaforme cloud per la gestione degli immobili. Il PropTech diventa così uno strumento fondamentale per monitorare le performance degli asset, ottimizzare i consumi energetici, pianificare gli investimenti e rendere più trasparente ed efficiente la gestione patrimoniale.
A supporto di queste evidenze, Rina Prime e Scenari Immobiliari hanno presentato una simulazione relativa a una Sgr italiana di medie dimensioni con un patrimonio immobiliare a reddito di 2,5 miliardi di euro, composto da 72 immobili e oltre 1,27 milioni di metri quadrati. L’analisi dimostra come una gestione immobiliare supportata da piattaforme PropTech avanzate possa generare un valore aggiuntivo di circa 342,5 milioni di euro nell’arco di cinque anni, corrispondente a quasi il 14 per cento del valore iniziale.
Nel dettaglio, rispetto a una gestione tradizionale, il modello PropTech consentirebbe di incrementare il reddito operativo netto di quasi il 10 per cento, ridurre di quasi il 20 per cento le spese cumulative per investimenti e manutenzioni, aumentare del 15 per cento il flusso di cassa netto e accrescere del 14,5 per cento il valore finale del patrimonio immobiliare, grazie alla combinazione tra maggiore redditività operativa e riduzione del rischio percepito.
Secondo la simulazione, questi risultati derivano principalmente dalla manutenzione predittiva, dall’ottimizzazione dei consumi energetici, da una maggiore capacità di monitorare in modo continuo gli aspetti normativi, documentali ed Esg degli immobili, dall’incremento della tenant retention e da una migliore gestione della vacancy. La tecnologia consente infatti di trasformare patrimoni frammentati in patrimoni più leggibili, misurabili e governabili, aumentando l’attrattività degli asset nei confronti degli investitori istituzionali.
Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, ha commentato: “Il vero cambiamento non riguarda l’adozione di nuove tecnologie, ma la capacità di trasformare dati e informazioni in strumenti di governo del patrimonio immobiliare. Il PropTech sta diventando sempre di più un’infrastruttura strategica che permette di migliorare il controllo del rischio, la qualità del reddito e la capacità di valorizzazione degli asset. In un mercato sempre più selettivo e orientato ai criteri Esg, la qualità della gestione informativa sarà uno dei principali elementi di differenziazione tra gli operatori”.
Andrea Migliore, real estate executive commercial director di Rina Prime: “Il passaggio decisivo è ridisegnare, attraverso il PropTech, il ruolo degli operatori di property management che da meri provider di servizi a basso valore aggiunto diventano partner strategici per la valorizzazione degli immobili nel tempo. Il modello evolve dalla tradizionale impostazione asset centrica ad una nuova concezione dove gli strumenti tecnologici, come una vera leva industriale per la gestione e la valorizzazione degli asset, integrano dati, competenze e processi per una migliore conoscenza del patrimonio, anticipando le criticità e consentendo agli stakeholders di assumere decisioni più consapevoli su manutenzioni, investimenti, consumi e strategie di valorizzazione. La simulazione sviluppata insieme a Scenari Immobiliari mostra come questo approccio possa tradursi concretamente in maggiore efficienza operativa, migliore qualità del reddito e riduzione del rischio. La gestione integrata degli immobili, attraverso l’uso delle tecnologie, smette, quindi, di essere solo un costo operativo e diventa una leva concreta di rendimento e di competitività del patrimonio nel lungo periodo”.
Alla tavola rotonda moderata da Zirnstein hanno partecipato Migliore (RINA Prime), Barbara Caputo (Politecnico di Torino), Paolo Gencarelli (Poste Italiane), Pietro Mazzi (IMI Corporate & Investment Banking Intesa Sanpaolo), Paolo Rella (Blue Sgr).