L’offerta di case in vendita sul mercato immobiliare italiano si è ridotta nel 2026, con un calo dell’1,2% delle case attualmente in vendita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ciò equivale a 9.502 immobili in meno disponibili sul mercato, a testimonianza di una modesta contrazione dell’offerta immobiliare nonostante la domanda da parte degli acquirenti rimanga costante.
I dati emergono dall’analisi condotta da eXp Italia, che ha esaminato l’attuale panorama di mercato confrontando il numero di immobili residenziali in vendita in tutta Italia con il livello del patrimonio immobiliare disponibile registrato nello stesso periodo dell’anno scorso, rivelando come l’offerta immobiliare sia cambiata negli ultimi 12 mesi.
La ricerca mostra che sebbene il calo a livello nazionale sia più modesto rispetto ad altri mercati europei, i dati indicano comunque una contrazione della disponibilità immobiliare in molte regioni.
A livello regionale, il Trentino-Alto Adige ha registrato il calo più marcato, con un’offerta immobiliare in calo del 12,2%. La Valle d’Aosta si colloca al secondo posto con una riduzione del 4,8%, seguita dalla Liguria (-4,6%), dal Lazio (-4,1%) e dalla Calabria (-4,0%).
Tuttavia, il mercato italiano presenta un quadro eterogeneo. Il Piemonte e il Molise hanno entrambi registrato un aumento del 5,1% del patrimonio immobiliare disponibile, mentre anche la Puglia (+4,0%), l’Emilia-Romagna (+2,3%), la Sicilia (+0,8%) e l’Abruzzo (+0,4%) hanno registrato aumenti su base annua nel numero di case in vendita.
I dati suggeriscono che, sebbene l’Italia non stia subendo lo stesso livello di pressione sull’offerta osservato in alcuni mercati limitrofi, la disponibilità di immobili rimane limitata in gran parte del paese, contribuendo a mantenere la concorrenza tra gli acquirenti nelle aree in cui la domanda rimane forte.
Il responsabile di eXp Italia, Andrea Marchesi, ha commentato: “Il mercato immobiliare italiano mostra un quadro più equilibrato rispetto ad altri mercati europei, ma la tendenza generale rimane quella di un’offerta più limitata.
Un modesto calo del patrimonio immobiliare disponibile a livello nazionale potrebbe non sembrare drammatico, ma nelle regioni in cui l’offerta si è contratta in modo più marcato, gli acquirenti rischiano di trovarsi di fronte a una maggiore concorrenza e a una scelta più limitata.
Allo stesso tempo, il fatto che diverse regioni abbiano registrato un aumento degli annunci dimostra che l’Italia rimane un mercato altamente localizzato, in cui le condizioni possono variare notevolmente da un’area all’altra.
Ciò rende la conoscenza del mercato locale particolarmente importante sia per gli acquirenti che per i venditori. Laddove l’offerta è limitata, gli immobili a prezzi competitivi possono suscitare un forte interesse, mentre nei mercati con una maggiore disponibilità di immobili, i venditori devono essere realistici per distinguersi.”